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Primo soccorso in caso di incidente stradale
Tutto quello che c'è da sapere in caso di primo soccorso
di: Marco D'Arco   Pubblicato il 30/03/2008    (Letture 5068)

Il dottor Marco D'Arco ci prepara ai concetti di base di primo soccorso nel malaugurato caso ci trovassimo coinvolti in un incidente stradale e fossimo chiamati a prestare soccorso ai feriti prima dell'arrivo del personale sanitario.

Indice dell'articolo

  1 - Introduzione

  2 - Sicurezza della scena

  3 - Valutazione dell'evento

  4 - Allertamento dei soccorsi

  5 - Prestare soccorso

  6 - Scarica l'articolo in formato acrobat.




Appunti del dott. Marco D'Arco

Introduzione

Quante volte ci siamo trovati sul luogo di un incidente mentre in auto viaggiavamo per lavoro o per diporto e quante volte ci siamo sentiti impotenti, non sapevamo che fare e se fare.
La legge prevede il reato di “Omissione di Soccorso”, tra l’altro, nel caso in cui, giunti sul luogo di un incidente, si ometta di fermarsi e dare assistenza alle persone coinvolte.
La stessa sanzione si applica a chi, coinvolto in incidente, fugge senza prestare soccorso.
Cosa occorre fare quindi in tale situazione senza incorrere nel reato suddetto, per rendersi utili, prestando aiuto?
Sono queste le domande a cui cerchiamo di rispondere.


Sicurezza della scena

Giunti sul posto di un incidente, bisogna prima di tutto mettere in sicurezza la scena, cioè segnalare agli altri veicoli la presenza del pericolo e dell’eventuale ostacolo sulla carreggiata, evitando però rischi per la propria vita od integrità fisica (in termine tecnico, tutto ciò si definisce “valutazione del rischio evolutivo”).
A tale scopo, occorre parcheggiare la propria vettura prima dell’incidente, a distanza di sicurezza, tenendo conto della situazione in cui ci si trova (fermando la propria auto prima di una curva, se l’incidente fosse subito dopo di essa, per esempio), con le luci accese se di notte, unitamente alle luci intermittenti di pericolo (hazard: quattro frecce lampeggianti), posizionando il triangolo di emergenza a debita distanza dalla propria auto.
Ricordarsi di indossare il giubbino di sicurezza in dotazione alla propria vettura prima di scendere dall’auto; un giubbino simile dovrà essere indossato da chiunque intervenga sulla scena dell’evento, anche da eventuali passeggeri di auto in transito (o della propria).
Da ciò deriva la necessità di avere a bordo almeno un giubbino di sicurezza in più, proprio ad uso di almeno un passeggero.
La propria auto va arrestata in modo da segnalare il pericolo, ma senza occupare tutta la carreggiata, in modo che i mezzi di soccorso che si andranno ad allertare abbiano la possibilità di transitare senza problemi.
Se la strada è tortuosa, sarebbe buona norma segnalare l’incidente anche dopo la prima curva successiva allo stesso, magari con l’uso di un triangolo di emergenza posto sulla corsia opposta a quella impegnata dai mezzi coinvolti.
L’ideale, a questo punto, sarebbe di posizionare due persone con relativi giubbini di sicurezza indossati (e torce elettriche accese se di notte) prima e dopo l’incidente, per le dovute segnalazioni, ma ciò dipende dalla situazione e dalle persone in grado di porgere aiuto presenti sul posto.

Valutazione dell'evento

Dopo aver provveduto a segnalare l’incidente per evitare che altri veicoli, nel frattempo sopraggiunti, possano tamponare quelli già coinvolti nell’incidente, aumentando il numero di feriti e rendendo più problematici i soccorsi, occorre valutare sommariamente la situazione, cercando di capire la gravità dell’incidente, quante siano le auto e le persone coinvolte e, a sommi capi, quale sia la gravità delle condizioni dei feriti.
Le lesioni che interessano sono quelle che potrebbero essere una minaccia per la sopravvivenza. Non bisogna lasciarsi ingannare dalla quantità di sangue presente sulla scena dell'incidente: vi sono lesioni interne anche gravissime che non si evidenziano con emorragie (per esempio le rotture di organi interni, quali milza o fegato) e talora permettono ai feriti di muoversi quasi normalmente, tanto che essi talora coadiuvano i primi soccorritori, fino a crollare nel momento in cui l’emorragia interna è così cospicua da produrre il cosiddetto “shock emorragico” (cioè una brusca caduta della Pressione Arteriosa sanguigna, che determina pallore, sudorazione profusa, cute fredda ed aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, associati o rapidamente seguiti da perdita di coscienza) .
Altre lesioni, di moderata gravità (per esempio lesioni al volto o agli arti), possono manifestarsi con emorragie evidenti, ma non a rischio per la sopravvivenza.
Possiamo quindi considerare “più gravi” le condizioni di un ferito quando questi:
- sia privo di coscienza;
- sia stato sbalzato fuori dal veicolo o lontano dal motociclo;
- abbia violentemente urtato il torace o l’addome contro il volante o il cruscotto, soprattutto se non indossa la cintura di sicurezza (la gravità dell'urto può essere dedotta anche dai danni al veicolo);
- sia schiacciato da un peso (sbalzato fuori e schiacciato dalla propria auto, per esempio) oppure infilzato da un oggetto (questa circostanza deve essere segnalata al momento dovuto all'operatore telefonico della Centrale del Soccorso);
- abbia una posizione del tronco o della testa così innaturale da far sospettare una lesione vertebrale;
- se si tratta di un bambino, anche al di fuori delle ipotesi precedenti, se abbia segni di emorragia consistenti;
- se si tratta di donna gravida.
Per contro, possono essere considerate “meno gravi” le lesioni consistenti in: - abrasioni, escoriazioni, contusioni, lacerazioni;
- probabili fratture di naso, denti, dita.


Allertamento dei soccorsi

In Italia il numero di Emergenza Sanitaria è costituito dal “118”, ormai attivo su tutto il territorio nazionale.
Esistono comunque diverse Centrali Operative di Emergenza, con diversi numeri di telefono, attivabili in caso di incidente stradale:
Polizia di Stato – Soccorso Pubblico : “113”
Carabinieri – Pronto Intervento : “112”
Vigili del Fuoco – Pronto Intervento : “115”
Tutte le chiamate di soccorso sono gratuite e possono essere attuate da cellulari anche con credito di chiamata esaurito.
Si consiglia di allertare sempre un unico Servizio (Emergenza Sanitaria, Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco), in quanto le diverse Centrali Operative sono tra loro in collegamento costante nelle 24 ore e si allertano a vicenda in caso di necessità.
All’Operatore della Centrale di Soccorso chiamata occorre fornire con molta calma ogni informazione (ogni dettaglio è sicuramente utile) in merito a:
- località dell’evento
- numero e tipo di veicoli coinvolti (moto, auto, autocarri, ecc.)
- numero di persone coinvolte
- gravità delle lesioni (per quanto possibile, secondi i criteri esaminati più sopra)
- eventuale intrappolamento di feriti tra le lamiere contorte
- eventuali altri rischi presenti sulla scena dell’evento (principio d’incendio, perdita di combustibile, cisterna con materiale esplosivo o tossico, ecc.)
La segnalazione corretta di quanto accaduto permette all’Operatore della Centrale attivata di allertare il numero e la tipologia dei mezzi di soccorso più idonei (Ambulanze Medicalizzate, ma anche Elisoccorso), di inviare pattuglie delle Forze dell’Ordine e mezzi dei Vigili del Fuoco.


Prestare soccorso

Nell’attesa che giungano i mezzi di soccorso appena allertati, sarebbe utile prestare aiuto alle vittime dell’incidente, in base alle proprie competenze e con la massima prudenza, senza rischiare manovre pericolose, soprattutto se non si hanno conoscenze specifiche nel campo del soccorso traumatologico; nel caso di feriti coscienti, è già buona cosa effettuare un semplice supporto psicologico alle vittime (“stia tranquillo, i soccorsi stanno arrivando…non è nulla di grave”), magari tenendo la mano dell’infortunato fra le nostre (quando possibile).
Nelle lesioni “più gravi”, secondo lo schema più sopra descritto, è preferibile attendere l’arrivo dei soccorsi, senza compiere manovre pericolose per l’infortunato (quali estricazione dal veicolo, rimozione del casco o manovre rianimatorie senza cognizione di causa), onde evitare lesioni di colonna vertebrale od organi interni o peggiorare danni già esistenti, dovuti al trauma.
In caso di emorragia esterna visibile e cospicua, si può cercare di tamponare la stessa mediante una compressione diretta sulla sede della ferita, ma solo se si è in grado di proteggersi mediante guanti impermeabili al sangue (al lattice o simili), evitando quindi il contatto diretto con sangue o liquidi organici (urine, saliva, ecc.) dell’infortunato, che, nel caso in cui fosse portatore di patologie contagiose, trasmissibili attraverso quella via di diffusione, potrebbe contagiare anche il soccorritore.
Nel caso vi fossero corpi estranei conficcati nel corpo o in un arto dell’infortunato, non bisogna mai rimuoverli, in quanto un movimento non corretto e la stessa rimozione incauta causerebbero un aggravamento del danno già in atto (spesso, all’arrivo dei mezzi di soccorso, può capitare da parte dei Soccorritori Professionisti intervenuti di smontare, ad esempio, letteralmente il manubrio di una bicicletta, conficcato nell’addome od in una coscia dell’infortunato, lasciando in loco la parte penetrante, che verrà rimossa solo all’arrivo in Pronto Soccorso, in un ambiente sicuramente più idoneo e “protetto”). In questo caso quindi occorre lasciare in loco il corpo estraneo, cercando, per quanto possibile, di fissarlo e di non farlo muovere fino all’arrivo dei soccorsi specializzati.
Solo in caso di incendio in atto o di altra situazione pericolosa si potrebbero rimuovere od estrarre eventuali vittime ancora a bordo dei veicoli in fiamme, ma avendo comunque l’accortezza di mantenere in asse la colonna vertebrale, quindi il tronco, il collo, il capo ed il bacino, cosa che da soli ovviamente non è possibile: occorrono almeno tre-quattro persone!
Se consideriamo quanto detto all’inizio (“Sicurezza della Scena”), anche in caso d’incendio, essendo una situazione di alto rischio reale, se non si è preparati ad affrontare tale pericolo (corsi antincendio aziendali e simili) e se non si hanno estintori a bordo, potrebbe essere razionale non rischiare oltre...ma a questo punto entra in gioco anche il fattore emotivo, con cui occorre fare i conti.
Un’ultima considerazione: se non si è sufficientemente esperti nel soccorso, si offre già un valido aiuto mantenendo la calma, segnalando il pericolo agli altri ed evitando rischi per se stessi, allertando i soccorsi con precisione!





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